I giocatori non lo vogliono in panchina, terremoto in Premier contro un italiano

La panchina e lo spogliatoio sono due ambienti “sacri” e particolari per una squadra di calcio.

Premier (adobe stock)
Premier (adobe stock)

Non lo vogliono in panchina: i delicati equilibri di una squadra di calcio

Nello spogliatoio si “lavano i panni sporchi”, si consumano le gioie, i dolori, la rabbia, spesso avvengono episodi che condizionano in meglio o in peggio una stagione. Ci si guarda negli occhi, ci si confronta a viso aperto. E spesso questo può aiutare in un momento negativo, a condizione che il tutto non venga mai fuori al mondo esterno. In panchina le cose sono diverse ma altrettanto delicate: i giocatori che non scendono in campo e che sono scelte come riserve, spesso, seduti su quella panca, devono potersi sentire liberi di esprimere liberamente il proprio pensiero. Contro l’avversario, ma anche in riferimento ai compagni e all’andamento del match. Con l’allenatore magari c’è un rapporto particolare: ti puoi anche permettere certi sfoghi, certi commenti, nei limiti del rispetto dei ruoli.

Non lo vogliono in panchina: il manager tra i calciatori…

Ma cosa succede quando in panchina siede un dirigente, un manager, magari l’uomo-mercato, colui che potrebbe avere il potere di decidere il tuo destino? Non è sempre scontato che l’avvio positivo di un club, nel rispettivo campionato di appartenenza, sia segnale di totale serenità nel gruppo.

Terremoto Tottenham

In queste ore su tutti i giornali inglesi, occupa la prima pagina la notizia di una “scomoda” rivelazione interna. Una sorta di guerra clandestina in seno al Tottenham. Ma come? Gli Spurs di Nuno Espirito Santo hanno vinto le prime tre gare e guardano tutti dall’alto. Inoltre sembra essersi risanata la frattura tre Kane e i compagni, dopo che il bomber della nazionale, tra i più forti attaccanti del mondo, era pronto al grande tradimento. Valigia in mano e milioni in tasca al Tottenham per permettergli il grande salto al City. E allora cosa non funziona?

Fabio Paratici nel mirino

Paratici (instagram)
Paratici (instagram)

Sui tabloid londinesi arrivano stilettate velenose contro “l’italiano” Fabio Paratici. Il direttore sportivo degli Spurs, ex Juventus, da un pò di settimane siede stabilmente in panchina. Lo hanno imposto le regole anti-covid del club: essendo vicini fisicamente ai giocatori per tutta la settimana, se nel week end si sistemassero in tribuna, i dirigenti potrebbero rischiare di portare contagi al gruppo squadra. Perciò viene loro imposto di intrattenere rapporti solo con familiari e calciatori.

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Paratici non è affatto simpatico a molti giocatori. La fonte, che resta anonima, rivela infatti che non piace il suo comportamento in panchina, eccessivamente “focoso”, poco british, e che gli stessi calciatori in sua presenza non si sentono liberi di poter parlare. Non sarà che dopo la sconfitta contro gli azzurri alla finale di Wembley, tutto ciò che è italiano provoca indigestione agli inglesi?