Ferrari, per gli italiani è dura: Mick Schumacher può essere un problema

Tifosi divisi nel sogno: un italiano alla guida del cavallino, o Mick Schumacher, figlio del grande Michael? Come stanno le cose.

Se ne è parlato e sempre se ne parlerà. Quel cognome non è indifferente ad un tifoso ferrarista che sia uno. Il pilota classe ’99 della Haas, si chiama Mick e di cognome, Schumacher. Ma guai a dire che è proprio per quel cognome che oggi corre in Formula 1. Anche il compagno di scuderia, Kevin Magnussen, si è pronunciato su questa diceria. Che per un po’, meglio che il tedesco lo sappia, si porterà dietro. Almeno finché non inizierà a vincere qualche gara, ma per adesso età e vettura, gli consentono di prendersela con leggera calma.

Mick Schumacher (Ansa)
Mick Schumacher (Ansa)

Infatti, il ragazzo nato in Svizzera, è giustificato per ora, visto che la Haas non promette corse performanti, che diano la possibilità di vincere, ma Mick è già in un’ottima posizione. La Ferrari infatti, ha annunciato a fine 2021, che i piloti di riserva per il Mondiale 2022, sarebbero stati proprio lui ed Antonio Giovinazzi, al momento senza scuderia. Il pugliese infatti, è stato scalzato da Zhou all’Alfa Romeo ed adesso è solo collaudatore delle Rosse. Ma quanto è lontano dal guidarle?

Mick Schumacher, l’ostacolo per Giovinazzi?

In realtà il discorso è intricato, almeno per la stagione in corso. Giovinazzi, è il terzo pilota della Ferrari, ma è a disposizione anche per altri due team che montano il motore di Maranello, la Haas e la stessa Alfa Romeo. Ufficialmente però, se oggi venisse un raffreddore a Sainz o Leclerc, a correre in rosso sarebbe il figlio d’arte del grande Schumi, perché Antonio, è a disposizione solo per le 12 Gare finali del campionato, visto che ora è impegnato in Formula E. Ma il futuro cosa dice?

Per ora dice Charles Leclerc, e soprattutto, dice anche Carlos Sainz Jr. Lo spagnolo, dopo un ottimo anno a Maranello ed un bell’avvio di 2022, si è guadagnato il sostanzioso rinnovo che arriverà a breve. Quindi per ora, assicurare altri anni al madrileno, è l’unica preoccupazione della Ferrari, che intanto gongola perché la Red Bull, sarebbe in forte ritardo rispetto alla vettura, F1-75. Spazi chiusi, ma qualcosa fa pensare che per Giovinazzi lo sarebbero ancora di più.

Mick è più giovane, ed anche se al momento non ha fatto punti in F1, almeno ha la possibilità di provare, mentre al ragazzo di Martina Franca, neanche la stessa Alfa ha dato altre possibilità dopo il 2021, anno, da dire, in cui l’italiano aveva fatto il massimo per i mezzi che aveva. Ma c’è un dato che preoccupa: da quanto tempo un italiano, non fa bene in Ferrari? Probabile che da anni, non nasca un pilota italiano davvero super, ma anche la pressione, sembra giocare brutti scherzi a chi, nato in Italia, si siede poi nelle monoposto del cavallino. Gli ultimi, sono stati, nel 2009, Luca Badoer e Giancarlo Fisichella e non hanno portato a casa grandi risultati.

Prima di loro, ci fu un trittico negli anni ’90, eppure quasi nessuno ricorda le prestazioni di Gianni Morbidelli, 1991; Ivan Capelli, 1992; Nicola Larini, 1994. Prima di loro, gli anni Ottanta di Michele Alboreto e poi via via a ritroso altri piloti. Gli italiani in rosso, ad oggi sono stati 26, ma da tempo, le cose non coincidono con il successo. Forse anche questo, farebbe decidere in futuro, di puntare comunque più sul figlio di Michael che su altri pretendenti. Ma per ora questa, è una preoccupazione remota. Il duo Leclerc-Sainz, potrebbe durare a lungo.