Joan Mir fa tremare la Suzuki: dichiarazioni scioccanti

Joan Mir non rassicura di certo la Suzuki, ci sono sensazioni e promesse, ma nessuna firma su un nuovo contratto. Ecco cosa ha detto.

Joan Mir (Getty Images)
Joan Mir (Getty Images)

Parole discordanti in Suzuki. I due piloti che gareggeranno anche nella prossima stagione con Suzuki Racing non sembrano avere la stessa opinione del loro futuro. Ad intervistare Alex Rins e Joan Mir, entrambi spagnoli, i giornalisti di Sky Sport Italia.

I due iberici si ripresenteranno ai nastri di partenza, vestiti d’azzurro, tra i confermati quindi delle griglie piloti 2022, ma se uno dei due sembra pensare solo alla prossima stagione, l’altro lancia l’occhio più in là e cerca di capire se potrebbero esserci motivi per un divorzio.

Joan Mir rischia di salutare anzitempo la Suzuki

Il più contento del team giapponese, pare essere il ventiseienne, Rins. Il barcellonese confessa di aver già provato diverse volte la nuova moto e con entusiasmo dice la sua: “Siamo stati molto forti quest’anno, ma molto irregolari. Ci sono state tante cadute ma sono contento perché abbiamo imparato da quanto fatto quest’anno”. 

Poi, ancora il catalano, mette le basi per la stagione che inizierà tra pochi mesi: “È andato abbastanza bene il test di Jerez, abbiamo provato telaio nuovo, motore nuovo, mettendoci un po’ di più. Ci manca sviluppare l’aerodinamica, le ali. Sinceramente aspetto che per Sepang ci portino qualcosa di nuovo”. 

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Gli appassionati Suzuki insomma, possono star tranquilli sulla moto del prossimo anno e certamente anche sulla voglia di migliorare di entrambi i piloti. Mir però, potrebbe farlo per motivi più personali che per amore per il team. Il ragazzo classe 1997 ha già un team sulle proprie tracce e non fa niente per smentire voci di mercato. Ecco cosa ha detto il maiorchino: “Ora abbiamo un anno davanti e dopo si vedrà. Io non ho ancora deciso niente, firmato niente e cerco di capire anche se in Suzuki vogliono vincere come me oppure no. Alla fine la sensazioni sono positive, però ancora non abbiamo fatto niente”.