Messi e i soldi del PSG non bastano: arriva la “retrocessione”

Leo Messi, secondo molti, non ha compiuto una vera e propria scelta di vita lasciando il Barcellona e preferendo approdare nella Ligue 1.

Messi (instagram)
Messi (instagram)

Leo Messi: una vita in Catalogna, poi il brusco addio

In fondo era in Catalogna che era cresciuto, era in Spagna che aveva costruito la sua storia di campione. Arrivando a vincere tutto quanto è umanamente possibile. I tifosi blaugrana hanno pianto disperati, quasi come accade durante un grave lutto familiare. Alla notizia che il loro beniamino non indosserà più la maglia della loro squadra del cuore.

Leo Messi. Onore agli investimenti del Barca, finchè ha potuto

Messi di certo ha il merito di avere permesso al Barcellona di toccare livelli altissimi, di ottenere trofei insperati. Ma nel contempo la Pulce non potrà mai negare a se stesso che sono stati gli investimenti degli spagnoli che gli hanno permesso di raggiungere determinati traguardi. Costruendo intorno a lui formazioni di grandi campioni ma anche di quei cosiddetti gregari, fondamentali per il raggiungimento di determinati obiettivi. E non è un caso che l’idillio Messi-Barcellona sia finito nell’esatto momento in cui le casse dei blaugrana sono rimaste vuote. Rendendo impossibile poter gestire i costi di un campione di questa portata. Indubbiamente Messi non ha compiuto una scelta di cuore e di certo non resterà a vita a Parigi. Già lo corteggia l’amico David Beckham pronto a permettergli di concludere la carriera, coprendolo d’oro, a Miami.

Parigi scelta di vita?

L’asso argentino, senza alcun dubbio, ha fatto un affare a firmare per i transalpini, tra le poche società che si possono permettere oggi il peso del suo ingaggio. Ovvero 30 milioni l’anno. Ma non c’è dubbio che gli stessi parigini hanno nelle mani una macchina da soldi, se pensiamo agli introiti che porterà l’immagine di Messi e il merchandising che ruota intorno alla sua figura.

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La Ligue 1 non certo campionato di prima fascia

Messi però, è innegabile, non ha scelto un campionato di primissima fascia. Con tutto il rispetto per la qualità dell’organico degli uomini a disposizione di Pochettino. Neymar, Donnarumma, Hakimi, Mbappè, Ramos, sarebbero un lusso in qualunque torneo del mondo. Ma a parte il Lione e il Marsiglia, la Ligue 1 rimane un torneo di seconda fascia. Lo dicono i numeri. Il massimo campionato francese, infatti, è finito al sesto posto del ranking, a vantaggio del Portogallo. Complice l’eliminazione del Monaco dalla Champions. Al primo posto c’è la Premier League, seguono la Liga, la serie A, la Bundesliga e il campionato lusitano. Povero Messi. Riusciranno i milioni dei francesi a fargli dimenticare che gioca in un campionato del genere?