MotoGP, disastro senza Valentino Rossi: il boss minaccia il Mugello

Il Gran Premio d’Italia della MotoGP ha visto un crollo di spettatori dopo il ritiro di Valentino Rossi. Carmelo Ezpeleta manda un segnale.

Quello che sta vivendo la MotoGP non è di certo un momento facile. Il ritiro di Valentino Rossi ha prodotto un calo di interesse da parte del pubblico, affezionatissimo al nove volte campione del mondo più che alla categoria in sé e per sé. Le due ruote hanno perso, nel giro di un decennio, quelli che erano i suoi campioni più rappresentativi.

MotoGP Valentino Rossi e Carmelo Ezpeleta (ANSA)
MotoGP Valentino Rossi e Carmelo Ezpeleta (ANSA)

Dopo l’epoca d’oro degli anni Duemila per i nostri colori, con i successi del “Dottore” quando in pista c’erano anche campioni del mondo della 250 del calibro di Max Biaggi e Loris Capirossi, a dar battaglia sono arrivati Jorge Lorenzo, Dani Pedrosa, Marc Marquez e Casey Stoner, divenute in seguito delle vere e proprie leggende.

La MotoGP aveva praticamente raggiunto la F1 dal punto di vista dell’appeal, con anni ed anni di battaglie mozzafiato, dove le rivalità andavano anche ben oltre la pista. Restando in tempi recenti, è impossibile dimenticare quanto accadde tra Lorenzo e Valentino Rossi nel 2015, con lo spagnolo che beffò il nove volte iridato nel turbolento finale di Valencia.

Su quanto avvenuto ognuno ha la proprio opinione, ma è innegabile il fatto che personaggi del genere tenevano in piedi un mondo, prima di loro, riservato ad una nicchia di appassionati. Ad oggi, il Motomondiale è decisamente cambiato. Il livello si è indiscutibilmente abbassato, anche se non mancano piloti di talento.

L’infortunio di Marquez ha senza dubbio aperto la strada ad una grande competitività, anche se la sua eredità è ormai stata presa da Fabio Quartararo, che rispetto agli altri fa effettivamente un altro sport. Il campione del mondo in carica sta prenotando il secondo alloro iridato consecutivo, anche grazie ad una concorrenza non all’altezza.

Grandi talenti italiani come Enea Bastianini e Pecco Bagnaia sono ancora troppo acerbi per puntare al mondiale, alternando giornate strepitose ad errori grossolani. Per il resto, c’è il nulla totale, come dimostra anche il clamoroso errore di Aleix Espargaró di Barcellona, con il quale ha buttato un podio e forse anche le ultime speranze di lottare per il titolo.

MotoGP, Ezpeleta minaccia il Mugello

Il Gran Premio d’Italia della MotoGP al Mugello ha visto pochissimi spettatori presenti rispetto ai pienoni del passato. La febbre Valentino Rossi produceva una vera e propria marea gialla che si riversava sul tracciato toscano, regalando degli scenari bellissimi e dove raramente si potevano trovare dei posti vuoti.

Come si temeva, nel 2022 c’è stato un vero e proprio flop. Nel corso del fine settimana, sono arrivati al Mugello 10.815 spettatori al venerdì, 19.602 al sabato e 43.661 alla domenica, stando ai dati ufficiali, per un totale di 74.078 presenze nella tre giorni in cui la MotoGP e le altre classi sono state protagoniste tra le colline toscane.

Purtroppo, siamo molto lontani dal record del 2017, quando complessivamente si raggiunse quota 164.418, o anche solo rispetto all’ultima annata che ha preceduto il Covid-19, vale a dire proprio il 2019 con 139.329 spettatori. Tutto ciò non è stato gradito dal CEO della Dorna, ovvero Carmelo Ezpeleta, che in un’intervista riportata da “Speedweek.com” non ha lanciato un bel segnale.

L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno sono le immagini televisive con le tribune vuote“. Il buon Ezpeleta dovrebbe però anche riflettere sul clamoroso rincaro dei biglietti. Il prezzo per un posto sul prato per la sola domenica era stato fissato a 90 euro (80 per le donne, 70 per la fascia 14-18 anni), la tribuna domenicale andava dai 170 ai 310 euro, mentre l’abbonamento prato per la tre giorni ammontava a 150 euro.

Quello per la tribuna partiva dai 220 euro, mentre il biglietto campeggio per il camper era di 100 euro, numeri folli per il periodo che stiamo vivendo e per la qualità dello spettacolo che viene offerto. Tuttavia, qualcosa dovrà cambiare, altrimenti il Mugello potrebbe seriamente rischiare di essere tagliato fuori dal calendario in futuro.