Tutti contro Nakagami: perché la MotoGP è in subbuglio?

Quanto accaduto in MotoGP al via a Barcellona con Nakagami ha creato numerose critiche. E si è tirato in ballo anche il caso della F1. 

GP di Barcellona, una corsa che può riaprire definitivamente le chance Mondiali di Pecco Bagnaia. Al via il pilota italiano ha uno spunto veloce ma Fabio Quartararo ed Aleix Espargaro con decisione lo sorpassano, andando a chiudere per primi la curva. Dietro il numero 63 fa per seguirli ma viene centrato nella gomma posteriore dal corpo di Takaaki Nakagami che in frenata è andato a cadere, coinvolgendo poi anche Alex Rins. Il risultato? Tre piloti fuori, tanto dolore per il giapponese che ha letteralmente rischiato l’osso del collo, rottura del braccio per Rins e uno zero pesantissimo in classifica per Pecco, che con 66 punti di distacco per poco non dice addio anticipatamente alla corsa al Mondiale MotoGP.

La caduta di Barcellona in MotoGP (ANSA)
La caduta di Barcellona in MotoGP (ANSA)

Il post-gara è stata una sequenza di dichiarazioni tutte a incolpare il comportamento a dir poco irresponsabile di Nakagami, reo di aver messo in atto una manovra altamente pericolosa in un momento della gara, quello del via, già di per se problematico e che comunque non sarebbe stato così determinante per l’esito della corsa.

Il primo a dargli torto ovviamente chi ha pagato più in termini di punti (e di morale), Bagnaia, che ha sottolineato come Nakagami non sia nuovo a questi fatti. A fargli eco le dichiarazioni di Rins, che ha immediatamente contestato la decisione della direzione gara e degli stewards di non penalizzare ulteriormente il pilota giapponese. “Che non ci siano azioni future è inaccettabile”, ha tuonato l’iberico, che poi ha rincarato la dose, dicendo che Nakagami ha dimostrato di non essere al livello della MotoGP. Addirittura nel momento di rabbia ha anche bollato Freddie Spencer, ex pilota e presidente dello Stewards Panel, come “troppo vecchio” per quella carica, che andrebbe a uno più giovane.

Una evidente esagerazione, oltre che mancanza di stile da parte di Rins, che non poteva contestare la professionalità e l’esperienza di un grande ex pilota come l’americano. Più diretto, senza andare fuori dalle righe, Fabio Quartararo, che ha sottolineato come lo storico di Nakagami sia questo, soprattutto quando gli capita di partire davanti. E ha aggiunto: “Forse è arrivato il momento di prendere un provvedimento, in maniera da fargli capire che non può andare avanti così”.

La MotoGP contro Nakagami? Una storia “lontana”

In generale però tutti i rider se la sono presa con la direzione gara per la mancata punizione. E anche con veemenza. Il motivo però però parte da lontano. Da quell’ultimo grave episodio vissuto un anno fa ad Austin e che vide coinvolto Oncu, che diede vita con una manovra pericolosissima a una carambola incredibile che per poco non produsse vittime. Anche allora la Race Direction decise di soprassedere, salvo poi tornare sui propri passi qualche giorno dopo (anche per merito delle proteste dei piloti) e comminare nei confronti del pilota colpevole una pena di due GP di stop.

L’analisi della direzione gara è stata chiara e convincente, ma non troppo. Il pilota ha frenato contemporaneamente ai piloti a lui vicini, senza avvantaggiarsi in modo significativo. La caduta è avvenuta non perché fosse eccessivamente più veloce degli altri dunque, quindi questo non ha reso la manovra di per sè così pericolosa da richiedere ulteriori provvedimenti. Ma era il contesto in cui avveniva, ossia subito dopo lo start che, a detta di Quartararo e soci, l’ha resa altamente pericolosa.

La questione però è un’altra: i piloti chiedono maggiore tutela e pene più severe, a partire proprio dalla MotoGP, che dovrebbe essere da esempio per i giovani che corrono nella categorie inferiori. Se vengono permessi certi azzardi tra i big, tutto può essere concesso anche agli altri. Invece si deve capire che non è un gioco correre in moto. Ed è questo che preoccupa i piloti: la mancanza di una punizione esemplare che sia da monito per tutti, affinchè non si ripetano episodi simili. Solo così si possono “educare” i nuovi arrivati, dando più chiaramente il senso del limite che non va oltrepassato.

Nelle ultime ore è anche spuntato sul web un episodio che coinvolse Nakagami con Valentino Rossi ad Assen nel 2019. Allora il Dottore in piena bagarre con il giapponese azzardò un sorpasso che però finì con il pesarese a terra con il collega, che riportò anche un problema alla spalla. A dire il vero anche quella manovra fu azzardata, ma il contesto in cui è avvenuta è diverso. Lì si era in lotta per una posizione nel corso della gara, Nakagami ha esagerato invece al via, in una fase dove le moto sono ravvicinate ogni contatto può essere ancora più pericoloso.

E allora? Il problema esiste, perché se la tensione è così alta è perché ci sono dei precedenti che non hanno trovato una giusta sanzione. In ballo si è tirata anche la F1 e l’esempio di Michael Masi, che ha pagato alla fine del 2021 per decisioni discutibili prese nell’arco di tutta la stagione. La questione è simile? Difficile dirlo, ma al momento pare di no. Ma il rischio è che, con questa tensione, si arrivi ad altre decisioni simili, che renderebbero ancor più avvelenato il Motomondiale. Cosa fare? Spetta a Dorna e ai piloti arrivare a un compromesso. E alla svelta. Anche perché con la sicurezza non si può scherzare troppo.