Newey avverte la Ferrari: questo è quello che serve per vincere il Mondiale

Il progettista Red Bull Newey ha le idee chiare sul campionato e su cosa sarà a deciderlo. Per l’inglese i protagonisti non saranno i piloti.

Il 2022, primo anno che potremmo definire post pandemia, ha coinciso con il debutto di una nuova epoca tecnica per la F1. Il ritorno dell’effetto suolo ha fatto tabula rasa del recente passato e oggi tutti i team stanno lottando per capire come interpretare al meglio le loro monoposto e risolvere alcuni importanti problemi come il porpoising, quel movimento ondulatorio continuo, particolarmente fastidioso su Mercedes e Ferrari.

Adrian Newey (Ansa Foto)
Adrian Newey (Ansa Foto)

Trattandosi di vetture ancora acerbe, tutto è in divenire e  ciò che prima sembrava scontato, oggi rappresenta un punto di domanda.

Per la Red Bull il titolo verrà deciso dai tecnici

Cercando di anticipare quanto vedremo nei prossimi mesi, il geniale designer dell’equipe energetica Adrian Newey si è detto convinto che fino ad Abu Dhabi assisteremo ad un testa a testa tra la sua squadra e il Cavallino, allo stesso modo di quanto era avvenuto lo scorso anno quando protagonista era stata la Mercedes.

In alcuni circuiti saremo favoriti noi, in altri loro. Per adesso è difficile fare previsioni“, ha sentenziato ad F1 Nation.

Due saranno gli aspetti cruciali per l’esito finale: lo sviluppo e il budget cap.

Dovendo evolvere l’auto sotto delle restrizioni ci sarà da fare delle scelte. Ciò significa che prima di inserire qualche elemento inedito dovremo attendere di più e lavorare maggiormente sul pacchetto a disposizione“, ha analizzato il designer inglese. “Non possiamo permetterci quello che facevamo prima con aggiornamenti ad ogni evento“.

Da tempo immemore definito come una delle menti più sopraffine del Circus, il 63enne ha rivelato di non aver perso nulla dell’amore per lo sport e per il tecnigrafo che ne hanno contraddistinto la carriera nei box della classe regina. “Mi piace sia la progettazione, sia l’ingegneria. La F1 è competizione umana e tecnica. Sono pochissime le discipline che presentano una simile dicotomia“, ha infine considerato facendo capire che il  pensionamento non è ancora materia per lui.