L’amara sentenza di Russell: i tifosi Mercedes sono senza parole

Russell non mostra indulgenza nei confronti della Mercedes e riconosce che difficilmente tornerà a lottare per le prime posizioni in tempi brevi.

Al termine del weekend di Jeddah la Mercedes torna a leccarsi le ferite. Quinta con Russell e decima con Hamilton non è certo dove avrebbe voluto. La mancanza di downforce e l’eccessivo porposing stanno impedendo ai due piloti di spremere al massimo la loro W13 e il prossimo round in programma fra due settimane in Australia sarà con ogni probabilità una replica di quanto visto finora.

George Russell, Mercedes (Ansa Foto)
George Russell, Mercedes (Ansa Foto)

Lontani dunque sono i tempi del dominio e della facilità di portare a casa sempre e comunque il risultato da parte della scuderia tedesca. E se Lewis non può che essere disperato per la situazione, George, appena arrivato, è altrettanto frustrato.

 A che punto è la Mercedes secondo Russell

A dirla tutta, già sabato sera l’ex Williams, scattato dalla piazzola 6 aveva predetto come miglior possibile un quinto posto ed infatti è andata proprio così.

Soddisfatto delle sensazioni provate alla guida e del bilanciamento dell’auto, il #63 ha tuttavia ravvisato un grave deficit in termini di carico aerodinamico.

Ci manca un secondo per raggiungere la Red Bull, dunque abbiamo tanto lavoro da fare“, ha affermato a Motorsport.com sostenendo però di avere chiare le aree su cui è necessario intervenire.

Stando alle sue dichiarazioni il passo gara sarebbe più soddisfacente del responso sul giro secco, ma la soluzione ai problemi che si stanno palesando potrebbe non essere così immediata.

Per avere degli aggiornamenti bisognerà aspettare il ritorno in Europa. Il che significa che pure a Melbourne le Frecce d’Argento soffriranno nel confronto con le dirette rivali.

Se spingiamo il motore al 100% abbiamo più deportanza, ma anche più saltellamenti. Inoltre non va dimenticato il DRS, quando è chiuso e quando è aperto. Siamo ancora molto lontani dal trovare la quadra, però sappiamo che risolvendo la questione sobbalzi avremo archiviato il 99% delle nostre problematiche“, ha analizzato con onestà intellettuale, mostrando delle perplessità sulla risposta che si può ricevere dalla galleria del vento.

Quello è un ambiente isolato, mentre in circuito ci sono tanti parametri in gioco“, ha considerato in merito alla difficoltà di poter recuperare in tempi brevi non avendo la possibilità di provare in pista.

Per questo, in proiezione Albert Park ha preferito tenere basse le aspettative. “Penso che lì andremo come nei due appuntamenti precedenti, anche perché non vedo come si possano fare progressi. Attualmente siamo la terza forza in campo, ma in realtà siamo più vicini all’Alpine che alle prime due“, ha concluso tra lo scettico e il rassegnato.