Serie A, novità incredibile per i tifosi: svolta sulla questione stadi

La Serie A potrebbe presto vivere una vera e propria svolta. I tifosi non vedono l’ora. La novità riguarda i tanti amati stadi.

Stadio Serie A (AdobeStock)
Stadio Serie A (AdobeStock)

Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa lascia sperare i tifosi di calcio. In un intervento in una nota trasmissione che si occupa non solo di sport infatti, Costa ha lasciato intendere che al Governo sarebbero già al lavoro per aumentare le possibilità di ingresso del pubblico negli stadi di Serie A.

Certo, ci sono anche altri problemi gravi da risolvere in Italia e su questo, ha dato una gran risposta il poriere, Maignan, ma intanto il ritorno al 100% del pubblico negli stadi è un tema molto caldo. Ad oggi, negli impianti può entrare solo la metà del pubblico precedentemente ammesso.

Serie A: quando gli stadi al 100%?

L’interesse governativo di cui parla il sottosegretario, logicamente, non è spostato soltanto gli stadi e quindi allo sport, ma anche a cinema, teatri ed altri luoghi di interesse. Così, spiega Costa: Credo che ci possa essere una tappa intermedia che può prevedere il 75 per cento per poi arrivare al 100″. 100% che invece è già stato raggiunto altrove, ad esempio dove probabilmente andrà ad allenare Pirlo a breve.

Il tema è comunque confluito attenzione, negli stadi, ben più ampi dei palazzetti e soprattutto all’aperto. Diversi i discorsi quindi per i palazzetti chiusi, per la non gioia dei presidenti di squadre di pallavolo o basket, mondo in cui si sta combattendo molto per avere gli stessi diritti degli altri sport, per quanto riguarda le presenze. Lì però, è difficile che le cose migliorino a breve.

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Entro il 30 settembre, comunque, soltanto dopo diverse valutazioni da parte del Cts della curva epidemiologica, verrà presa una decisione anche per i palazzetti. Al momento, sono ammessi tifosi per il 35% della capienza dell’impianto, mentre la volontà è quanto meno di raggiungere il 50, che nel calcio c’è già. Questa però, non sembrerebbe la decisione finale che soddisferebbe diversi presidenti di basket.