UEFA e FIFA, è guerra aperta: la colpa è dei Mondiali

Dura nota della UEFA sulla possibilità dei Mondiali ogni due anni, a quanto pare, si attende ancora la risposta della FIFA.

Coppa del mondo (AdobeStock)

Secondo la UEFA, i campionati mondiali non si possono disputare ogni due anni, come immagina invece la FIFA. Ed il comunicato da parte dell’UEFA, non è di certo scarno e con poche spiegazioni. Pare proprio, che l’ente con sede a Nyon, voglia prevenire la possibilità che accada.

“A maggio 2021, il Congresso FIFA ha incaricato l’amministrazione FIFA di condurre uno studio sulla fattibilità di una Coppa del Mondo maschile e femminile da disputarsi ogni due anni – Leggiamo – La UEFA presume che la parola “fattibilità” comprenda tutti gli effetti, le conseguenze e le questioni inerenti quanto segue: […]”. Leggiamo perché non sarebbe fattibile.

UEFA e FIFA non vanno d’accordo: chi ha ragione

Si parla di diversi temi, per esser precisi nel comunicato, i punti toccati sono 9. Si va dai calendari, agli effetti per club ma soprattutto per la tenuta fisica dei calciatori, ma anche delle conseguenze per i tifosi, per l’ecosistema calcistico ma anche a livello globale, nonché degli effetti sui campionati, persino giovanili. Insomma, sponsor in più ma calcio che finirebbe per cambiare fin troppo. Ne varrebbe la pena?

“Siamo grati dell’attenzione riservata al Campionato Europeo UEFA e della proposta di raddoppiare la frequenza della fase finale, ma preferiamo trattare una materia così delicata con un approccio globale anziché speculativo”, si legge ancora nel comunicato della società che ha come attuale presidente, Aleksander Čeferin, che magari a breve dovrà fare i conti con un’altra proposta di SuperLega, quella ideata da De Laurentiis.

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Per concludere, la UEFA presenta poi ulteriori quattro punti, per riflettere su quanti danni potrebbe fare una competizione a cadenza biennale. Si parla infatti, di una perdita di attesa ed interesse, rispetto ai canonici 4 anni; poi con delle fasi finali così ravvicinate, la sempre meno facile presenza di nazionali cosiddette deboli ed ancora, rischio di sostenibilità per i giocatori e per futuri tornei femminili. La nota, termina con un annuncio: “Il 14 settembre, la UEFA e 55 federazioni affiliate hanno chiesto alla FIFA di organizzare un incontro speciale per poter esprimere le loro preoccupazioni sulle conseguenze di tali progetti. Ad oggi, la UEFA e le 55 federazioni non hanno ancora ricevuto risposta.