Valentino Rossi e i suoi rimpianti: quel chiodo fisso che non va via

Vittorie, un pubblico sognante e un ultimo grande saluto, a Valentino Rossi però, è mancata qualcosina: ecco quale, gli fa ancora male.

Valentino Rossi (Instagram)
Valentino Rossi (Instagram)

Ci sarà da farsene una ragione. La sua carriera è finita davvero. Valentino Rossi ha percorso gli ultimi giri in sella ad una moto, di un GP del Motomondiale, da oggi è un ex pilota ed un dirigente sportivo, a tutti gli effetti.

Dopo aver svelato il “vero” motivo per cui dice addio alle corse, il pilota italiano si è messo per l’ultima volta in sella alla sua Honda ed ha completato un dignitoso Gran Premio, con tanto di punti. Poi, incalzato dal quotidiano spagnolo Marca, ha rivelato alcuni retroscena sul passato.

Valentino Rossi e quel ricordo del 2006

E sì, persino un campione pluri-iridato come lui ha qualche rimpianto. Minimo, ma ne ha comunque, anzi a dire il vero ne ha addirittura due. Valentino ha quasi sempre vinto nei momenti di maggior forma, ma pure nel suo decennio d’oro, qualcosina è andata storta. Qualcosa che ad esempio, non lo ha reso il miglior motociclista della storia. Ma appena sceso dalla moto, Vale si pente anche di qualche altra cosa.

“La prima cosa di cui mi pento – spiega – è che sia finita, che non sia l’ultima gara dell’anno ma di tutta la mia carriera. Sarà più difficile a marzo, quando non ci sarò”. Poi il quarantaduenne lancia un primo sguardo al passato: “Volevo il decimo titolo, ma ne ho vinti nove. Se avessi aggiunto al primo lo sforzo che ho messo in questi ultimi dieci anni, avrei potuto guadagnare di più. Ma è normale quando si è giovani”.

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The Doctor poi, non sa scegliere quale effettivamente possa esser stato il momento peggiore della sua carriera piena di successi e ne sceglie due. “È difficile da dire. Rifarei il weekend di Valencia 2006. L’avrei preparato meglio, mi sarei concentrato meglio e non sarei caduto. Nel 2015 ho fatto quello che potevo”. Due dispiaceri diversi per il super pilota motociclistico, che svela un particolare: “Non è stata colpa mia ed è la cosa che mi fa più rabbia. È la mia più grande amarezza. Quello del 2015 sarebbe stato fantastico, il decimo titolo, mi avrebbe allungato la vita da campione. Mi ha fatto molto male”.