F1, come saranno le monoposto 2022? Ecco come sfrutteranno il fondo

La F1 è ormai a pochi mesi dalla più grande rivoluzione della sua storia. L’effetto suolo porterà il fondo a fare la differenza.

F1 (Twitter)
F1 (Twitter)

L’attesa sale di giorno in giorno per l’avvento delle nuove F1, che segneranno un netto stacco con le monoposto che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare. Da neanche un mese si è concluso uno dei campionati più spettacolari di sempre, con Max Verstappen che ha beffato Lewis Hamilton ad Abu Dhabi, lo scorso 12 dicembre.

Gli occhi dei team sono ormai puntati sul 2022, con la stagione che partirà il prossimo 20 marzo in Bahrain. A quella data mancano una settantina di giorni, ma per rivedere in pista le vettura bisogna aspettare poco più di un mese. Attualmente, non ci sono ancora le date delle presentazioni, con la Ferrari che dovrebbe svelarsi tra il 16 ed il 18 febbraio.

A Barcellona ci sarà il primo confronto in pista, ma va detto che la verità non la sapremo prima del week-end di Sakhir. Come tante volte detto, le nuove monoposto saranno molto diverse, sia per estetica che per concetti. La cosa che resterà quasi uguale al 2021 sarà la power unit, che verrà aggiornata dalle squadre ma che non cambia nella sua composizione. Da quel punto di vista, il cambiamento avverrà nel 2026 con la sparizione dell’MGU-H.

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F1, il fondo sarà fondamentale nel 2022

Come spiegato in un’accurata analisi tecnica da Giorgio Piola su “Motorsport.com“, il fondo conterà al 50% per la generazione del carico aerodinamico sulle monoposto 2022. D’altra parte, sappiamo benissimo che questa nuova tipologia di vetture tornerà a sfruttare l’effetto suolo, concetto introdotto nel 1978 da Colin Chapman sulla Lotus che poi vincerà il mondiale con Mario Andretti.

Dopo la morte di Gilles Villeneuve a Zolder nel 1982, questa tipologie di auto dotate delle minigonne venne bandita, sino a quarant’anni dopo, ovvero al 2022. Le vetture dello scorso anno generavano il carico aerodinamico in maniera equilibrata fra le diverse parti: un terzo  dall’anteriore, un terzo dal fondo e la restante parte dalla zona posteriore, caratterizzata soprattutto dal diffusore e dalla geometria delle sospensioni.

Il cambiamento principale per il 2022 è rappresentato dalla volontà della FIA di limitare le turbolenze, per permettere a chi segue di non viaggiare in aria troppo sporca e sorpassare più facilmente. Le ali anteriori e posteriori, dunque, saranno dotate di minor efficienza aerodinamica, che verrà però recuperata dal fondo.

Considerando la grande importanza acquisita dal fondo scalinato, la generazione del carico verrà ripartita in questo modo: un quarto andrà alla zona anteriore, un quarto a quella posteriore, ed il restante 50% resterà al fondo, parte su cui i team stanno lavorando moltissimo per tirare fuori la prestazione.

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La gran parte delle turbolenze del passato venivano generate proprio dalle ali, che perdendo deportanza renderanno più lente le monoposto, ma la F1 viaggia veloce e nei prossimi anni è pronosticabile un incremento delle performance grazie ad un certosino lavoro sul fondo ed altre parti della scocca.