F1, Toto Wolff racconta il dramma di Hamilton: gravi episodi di razzismo

Lewis Hamilton è il re della F1 moderna, e rientra tra i più grandi di sempre. Tuttavia, Toto Wolff ha parlato di un passato terribile.

Lewis Hamilton e Toto Wolff (GettyImages)
Lewis Hamilton e Toto Wolff (GettyImages)

Le vittorie della Mercedes arrivate nel corso dell’era ibrida sono da attribuire principalmente a due personaggi: Toto Wolff e Lewis Hamilton, il quale si è portato a casa ben sette titoli mondiali in F1. Questa coppia è stata persino superiore a quella composta da Michael Schumacher e Jean Todt, un binomio che sembrava impossibile da scalfire, tanto aveva vinto.

Nel 2012, fu Niki Lauda a pregare il britannico di accettare la sfida della Stella a tre punte, e Lewis accettò nello scetticismo generale. All’epoca, il team di Brackley era noto più per le brutte figure che per altro, a causa di una monoposto mai realmente competitiva e che mangiava letteralmente le gomme.

Dal 2014 in avanti tutto cambiò: con l’avvento delle power unit turbo-ibride, le frecce d’argento hanno iniziato a dominare, e solo Nico Rosberg è riuscito a mettere i bastoni tra le ruote al nativo di Stevenage, almeno sino all’arrivo di Max Verstappen e di una Red Bull Honda finalmente performante.

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F1, Toto Wolff ed il difficile passato di Lewis Hamilton

Come in molti sapranno, la F1 è stato sin da sempre l’obiettivo di Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo non arrivava di certo da una famiglia ricca, e come lui ha ricordato più volte, il padre ha dovuto fare i salti mortali per permettergli di continuare a correre.

In un particolare periodo, Lewis ha dovuto persino dormire su un divano, a causa dei tanti debiti che papà Anthony si era dovuto sobbarcare per pagare le spese del figlio. Parlando con il quotidiano tedesco “Frankfurter Allgemeine Zeitung“, Toto Wolff ha ricordato la difficile giovinezza di colui che avrebbe vinto ben 103 Gran Premi facendo segnare altrettante pole position.

Da bambino veniva insultato molto spesso sulle piste di kart, i genitori bianchi impedivano ai loro figli di stringere amicizie con lui. Questo, com’è ovvio che sia, lo ha segnato molto nella sua infanzia. Quando vieni da tragedie emotive così importanti, è ovvio che tutto ciò che poi arriva nella tua vita sia bello e migliore“.

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Uno dei motivi che hanno spinto Hamilton ad ingaggiare una vera e propria lotta al razzismo è legato proprio al ricordo di quei tempi. Essere discriminato sin da piccolo è un dramma, una piaga da cui difficilmente si può uscire del tutto, ma i risultati maturati in pista hanno poi dato ragione ai sacrifici di papà Anthony. Vedendo come il #44 ha reagito ad eventi simili nel passato, può dargli ulteriore motivazione nel cercare di vendicare la sconfitta mondiale di Abu Dhabi. E per gli avversari potrebbero essere guai seri.