Ferrari, c’è l’indiscrezione sul motore: a Maranello possono sognare

In Ferrari si lavora duramente sulla nuova power unit, ed i risultati sono molto incoraggianti. Ecco perché i tifosi possono sperare.

Ferrari (GettyImages)
Ferrari (GettyImages)

La Ferrari è pronta a svelare la sua arma letale per la stagione 2022. La monoposto, di cui ancora non si conosce il nome, vedrà la luce giovedì 17 febbraio, ovvero tra meno di un mese. L’attesa cresce, e quella che avrà luogo tra poche settimane sarà la presentazione più seguita degli ultimi anni, per vari motivi.

Quello più ovvio è legato ai regolamenti, che produrranno delle auto molto diverse dal passato, che puntano sull’effetto suolo per generare il carico aerodinamico. Scordatevi tutte le appendici aerodinamiche che abbiamo visto sino al dicembre scorso: la zona dei bargeboard posti tra pance laterali e sospensioni anteriori è stata totalmente “spogliata”, ma anche le ali saranno molto più semplici.

Gli organizzatori hanno deciso di rendere più semplici le vetture per eliminare le turbolenze, le quali rendevano quasi impossibile l’avvicinamento di colui che segue nel corso di un duello. La Ferrari deve saper sfruttare l’occasione, ma occorre fare attenzione. Nelle rivoluzioni regolamentari del 2009 e del 2014 ne vennero fuori due flop, mentre quella del 2017 (molto meno importante delle altre) fu svolto un ottimo lavoro, anche se non fu sufficiente per battere l’armata Mercedes.

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Ferrari, tutte le novità sulla power unit

Il motore 2022, ribattezzato Superfast dalla Ferrari, sarà l’arma del riscatto. Tre anni fa, il reparto delegato alla realizzazione delle power unit aveva prodotto un qualcosa di straordinario, che rese il Cavallino più forte della Mercedes sotto questo aspetto. Purtroppo, l’accordo segreto stretto tra Mattia Binotto e la FIA nel marzo del 2020 annullò tutto il vantaggio, costringendo la Scuderia modenese a due anni di sofferenze.

Stando a quanto riporta “La Gazzetta dello Sport“, in un articolo a firma di Paolo Filisetti, il V6 alimentato dai nuovi carburanti bio avrebbe già recuperato tutta la potenza persa. Pochi giorni fa vi avevamo parlato delle difficoltà della Red Bull con il motore Honda, che a causa della benzina green stava faticando nel ritrovare la spinta richiesta.

Il bio-carburante passerà dal 5,75 al 10% nel 2022, cosa che potrebbe ridurre le prestazioni. Entro il 20 gennaio, la power unit dovrà essere congelata, e non ci saranno aggiornamenti sino al termine del 2025, quando questa generazione di unità propulsive andrà in pensione.

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La F1 si è posta l’obiettivo di ridurre gradualmente le emissioni, sino a giungere a quota zero entro il 2030. I carburanti bio, uniti a dei motori sempre più efficienti sono i primi passi verso questo obiettivo, e la Ferrari sembra essere a buon punto. Ad un propulsore competitivo va abbinato un telaio che sia all’altezza della concorrenza, ed in questa area si sono riscontrate molte magagne negli ultimi anni. I prossimi mesi ci diranno se il gap è stato colmato del tutto.