Mattia Binotto, bordata ad Arrivabene: i tifosi sperano abbia ragione

Parole, quelle di Mattia Binotto, seguite dalle statistiche ed anche da un bel pizzico di fiducia: sarà come dice il dirigente?

La Ferrari è tornata, questo è sicuro. Le Gare da inizio stagione ad oggi, si sa, sono state solo due, ma i risultati di Charles Leclerc e Carlos Sainz, non lasciano dubbi: la vettura promette molto bene. Doppietta in Bahrain e P2 e P3 in Arabia Saudita. Al momento, la F1-75 ha prodotto 45 punti per il monegasco e 33 per lo spagnolo, primo e secondo in Classifica Piloti.

Mattia Binotto (Ansa)
Mattia Binotto (Ansa)

Mai, una vettura faceva così bene, almeno dal 2018. Adesso, i due piloti vogliono il massimo ed attenzione, perché non è finita: Sainz, giura di aver capito come battere proprio Leclerc, anche se ad oggi non ci è riuscito. 2018 dicevamo, cioè da quando Vettel ebbe l’inizio-razzo che portò il cavallino a giocarsi il Mondiale con la Mercedes di Lewis Hamilton, vincitore poi di quell’anno. Siamo finalmente di fronte all’auto giusta?

La Ferrari vincente è quella di Mattia Binotto?

Secondo quanto raccolto da motorsport.com però, il team principal attuale della Rossa, Mattia Binotto, è convinto che stavolta, la Ferrari abbia un vantaggio maggiore, rispetto a quattro stagioni fa. Ma soprattutto, secondo l’ingegnere nato in Svizzera, adesso a Maranello ci sarebbero gli strumenti migliori, per lo sviluppo da fare a stagione in corso. Ed attenzione, perché dopo le parole di Domenicali rivolte proprio a Binotto, dopo tante pressioni, oggi la Ferrari sembra anche una famiglia più serena.

Dal canto suo, l’uomo che dopo il 2018 sostituì Arrivabene in rosso, ovvero proprio Mattia Binotto, fa sapere: “Penso che mantenere il livello di sviluppo durante una stagione sia sempre una sfida non solo per noi, ma per tutte le squadre. Ma è vero che i nostri concorrenti sono molto forti in questo, e hanno dimostrato di essere molto forti mentre come Ferrari, con le ultime due opportunità che abbiamo avuto nel ’17 e nel ’18, abbiamo perso un po’ di terreno per lo sviluppo”.

Il dirigente sportivo classe ’69, ammette che ora si può combattere, senza nascondersi poi troppo, perché a suo avviso la Rossa ora, conterebbe su strumenti migliori, racchiusi in metodologie di galleria del vento e simulatore e processi. Così, la chiusura del nativo di Losanna: “E penso che ad oggi siamo molto più preparati rispetto al passato a fare il lavoro giusto anche nello sviluppo”.