La MotoGP come la F1: Marquez non ci sta e lancia un appello

Come Liberty Media la Dorna decide di ampliare il calendario della MotoGP, ma non tutti i piloti sono d’accordo. Marquez guida la rivolta.

Marc Marquez (Getty Images)
Marc Marquez (Getty Images)

Ormai non sorprende, anzi, esattamente il contrario visto che è diventata pratica condivisa. Per interessi e per massimizzare gli introiti, i mondi delle due e delle quattro ruote si sono uniti nell’obiettivo di aumentare il numero delle prove stagionali. Più gare, più soldi in cassa, ma soprattutto un maggior numero di Paesi visitati con annessa pubblicità.

A chi dirige F1 e motomondiale importa poco o nulla del parere di chi corre e rischia la vita. Peggio ancora se si parla di chi lavora in silenzio, come meccanico o operatore del catering, lontano dai clamori e dalle luci della ribalta.

L’impegno a loro richiesto sembra essere un’inezia e pazienza se poi sono costretti a ricorrere a farmaci o altri espedienti per andare avanti e proseguire in quella che è la loro passione, ciò che conta è che il carrozzone si sposti, si stacchino biglietti e si venda merchandising.

D’altronde il Covid ha presentato il conto pure ai piani alti della società e le Case di moto e auto hanno sofferto come gli altri. E la ripresa dopo tanti mesi di stop non ha fatto altro che incentivare una tendenza che già era cominciata.

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Dunque, per il 2022 sono stati fissati 21 round destinati a crescere a partire dal campionato successivo. Una proiezione che ha messo in allarme molti nomi di spicco dello sport, poco felice di trascorrere settimane e settimane lontani da casa.

Come riportato da TuttoSport tra le voci più forti figura quella del buon Marc che, oltre aver proposto un taglio del calendario, ha denunciato l’adozione di scaletta troppo serrata. “Così non si può proseguire“, si è lamentato.

Stesso rimbrotto del #93 anche per il ducatista e vice-campione 2021 Francesco Bagnaia, che ha parlato di un malessere generale. “A volte ci si sente molto esausti. Non abbiamo abbastanza tempo per rilassarci”, ha asserito spalleggiato dal centauro della Yamaha Andrea Dovizioso che neppure vuole pensarci alla full immersion che lo attenderà a partire dal 6 marzo in Qatar.

Va detto che tutto ciò che è stato messo in stand-by a seguito della pandemia verrà proposto nella campagna prossima. Dunque oltre che sui ben noti e confermati 19 tracciati si gareggerà altresì in Indonesia il 20 marzo e in Finlandia il 10 luglio.