Ora basta, Koulibaly diventa un simbolo: mai più razzismo negli stadi?

Razzismo, sul caso di Firenze che ha coinvolto Koulibaly ed i suoi compagni di squadra, è intervenuto anche Italiano.

Kalidou Koulibaly (Getty Images)
Kalidou Koulibaly (Getty Images)

Il caso che ha coinvolto il forte difensore senegalese, Kalidou Koulibaly ed uno pseudo-tifoso o un gruppetto di essi al Franchi di Firenze, non è ancora chiuso. Sembra che la società e chi di dovere, abbiano individuato il protagonista degli insulti, ma a più di una settimana, ancora se ne parla.

Ed a parlare, con diversi stili e pensieri, quando accadono queste cose, sono spesso anche gli allenatori, per età ritenuti tra i più saggi, del mondo del calcio. E sull’accaduto si è espresso il tecnico stesso dei viola, Vincenzo Italiano. A proposito di allenatori, potrebbe interessarvi anche il racconto dei trascorsi in Cina di Rafa Benitez.

Razzismo a Firenze: non solo Koulibaly

Come detto, sono passati ormai più di sette giorni ed in casa Napoli, ci si preoccupa anche d’altro, come del rinnovo di Insigne, cui contratto scade a fine stagione. Ma azzurri e toscani stessi, si sono impegnati in questa lotta, anche per dare un calcio definitivo a questa brutta espressione del tifo italiano. D’altra parte, oltre al difensore senegalese, al Franchi sono stati insultati per il colore della loro pelle, anche Anguissa ed Osimhen.

In un’interessante intervista rilasciata al Corriere dello Sport, il tecnico nato in Germania, ha quindi toccato inevitabilmente l’argomento, che riguarda proprio la sua attuale squadra. Per l’allenatore, questa è la prima stagione a Firenze, dopo aver esordito in A, soltanto l’anno scorso con lo Spezia.

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“I responsabili vanno individuati e puniti, poco da dire. – ha ammesso con onestà l’allenatore della Fiorentina – In questo caso il responsabile è uno. Non trovo giusto che venga coinvolta un’intera città, perseguito un intero stadio. Un Daspo per molti anni a chi si è reso colpevole del gesto, come si è fatto in altri casi. Ritengo sia il modo migliore per cercare di limitare il problema”.