Sebastian Vettel cuore d’oro: la sfida al regime Saudita

Sono questi gli aspetti dello sport da sottolineare: Sebastian Vettel compie un gesto bello ed anche importante, per l’uguaglianza.

Sebastian Vettel (GettyImages)
Sebastian Vettel (Getty Images)

Della prossima Gara di Formula1 in Arabia Saudita, si sta parlando davvero molto e non dei possibili risultati. Si parla di diritti umani e di come il Paese asiatico stia usando lo sport per insabbiare cose molto gravi. Sembrerebbe che i piloti siano rimasti insensibili alle voci o che fingano di non essere informati, ma non tutti restano a guardare.

Sebastian Vettel ha spesso promulgato idee di uguaglianza e ha deciso che non si batterà per il sociale soltanto a voce. Proprio in Arabia Saudita infatti, ha fatto sentire la sua presenza, appena arrivato. Ecco cosa ha fatto il pilota Aston Martin.

Vettel: “Ecco perché ho organizzato tutto”

“Ovviamente si è parlato tanto e si è pensato molto alla gara qui, dato che è la prima volta che corriamo in Arabia Saudita”, dice il tedesco facendo capire che non è distratto da altre cose, ma intanto è l’unico a fare qualcosa, tra i suoi colleghi. L’ex Ferrari infatti, ha voluto fittare una pista di kart per corrervi insieme a delle pilote donna. Un gesto davvero simbolico, che il tedesco ha spiegato.

“Avevamo un sacco di dubbi in testa, quindi ho pensato a cosa potessi fare. C’è stata tanta attenzione sugli esempi negativi, come le carenze di alcuni Paesi verso i diritti umani e altre cose, quindi ho cercato di pensare agli aspetti positivi. Ho organizzato il mio evento di kart oggi creando l’hashtag #raceforwomen; un gruppo di sette o otto ragazze erano in pista con noi”. Delle donne che corrono insieme ad un pilota uomo, come la prenderà ora l’Arabia Saudita? Intanto da far suo, il trentaquattrenne ha avuto molto coraggio.

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Il Paese in cui si correrà domenica, ha permesso alle donne di guidare solo da pochi anni, per questo Vettel è stato davvero un simbolo. Il pilota inoltre ammette: “Devo dire che sono stato ispirato dalle loro storie, dal loro passato e dalla positività sul cambiamento nel paese”, ammettendo che vista con ottica europea, la parte occidentale avrebbe ancora molte cose da migliorare, ma anche che pian piano, questo sta accadendo. “Alla fine, è molto difficile per noi venire in un Paese dove passiamo solo un paio di giorni giudicando al meglio ciò che vediamo”, ammette infine il pilota Aston Martin.

Fonte: web