F1, Toto Wolff riaccende le polemiche: “Decisioni di Abu Dhabi catastrofiche”

Forse non finirà mai davvero. La Mercedes e Toto Wolff non hanno intenzione di stoppare la controversia con la FIA.

Toto Wolff (Getty Images)
Toto Wolff (Getty Images)

A breve sarà passato un mese dal Mondiale sfumato per Lewis Hamilton e siamo entrati nel nuovo anno. Eppure, Michael Masi, sente ancora dire il suo nome. Ovviamente, a non aver dimenticato è la Mercedes, che non ha lasciato cadere le accuse ai direttori di Gara per l’ultimo week-end del 2021. Da non dimenticare che perdere un Mondiale ha anche i propri aspetti economici e la Mercedes ha assistito ad una prima fuga.

Al Gala di fine anno della FIA, per dare un segnale forte, non era assente solo Hamilton. Anche lo stesso Toto Wolff, rinunciò ad esserci, ma ieri ha rimesso al centro dell’attenzione, il discorso sul finale di stagione. Ecco cosa ha detto.

Toto Wolff non dimentica: ancora accuse

L’austriaco, ha ribadito così la sua posizione: “È un problema più grande. I miei valori semplicemente non sono compatibili con le decisioni che sono state prese e tutto quello che è successo. Non si tratta solo di sostituire il direttore di gara. L’intero sistema decisionale deve essere migliorato. C’erano molte incongruenze nell’applicazione delle regole”.

Vero è che non si può cambiare più il risultato, ma è anche vero che mai si era assistiti ad uno strascico di polemiche così lungo, per una decisione presa dopo una safety car. In Inghilterra, c’è persino chi ha dato vita ad una petizione per cambiare il finale di Yas Marina. La Red Bull ovviamente non entra più nel discorso, mentre Wolff continua il suo: “Le decisioni incoerenti portano inevitabilmente a controversie. Molte, sono totalmente inutili. La mancanza di coerenza è stata presente durante tutto l’anno. Ma quest’ultima decisione ha avuto l’impatto maggiore. E dal punto di vista sportivo è stato catastrofico perché ha deciso il Mondiale.

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Il messaggio è chiaro e neanche tanto celato, con Toto Wolff che conclude così il discorso, che di certo non si perderà nel vuoto: “In fin dei conti, noi offriamo intrattenimento. Ma quell’intrattenimento deve seguire lo sport e non il contrario. Per esempio Stefano Domenicali è un vero uomo di corsa e non sarebbe interessato a intervenire in gara solo per intrattenere. Non posso giudicare la pressione sotto cui è in quel momento il direttore di gara, ma le regole sono le regole”.