F1, come si affronta il Covid? Ecco il protocollo messo in piedi dal circus

La F1 ha terminato la sua seconda stagione caratterizzata dal Covid-19. Rispetto al 2020, la situazione è nettamente migliorata.

F1 (Getty Images)
F1 (Getty Images)

Il mondiale di F1 prosegue nonostante il Covid-19. L’ultima sessione ufficiale tenutasi prima dell’esplosione della pandemia risale al febbraio del 2020, quando vennero effettuate le giornate di test invernali a febbraio. A metà di marzo, il Gran Premio d’Australia venne cancellato per la positività di alcuni membri del team McLaren, il che portò l’avvio della stagione addirittura nel mese di luglio.

Il Circus ha cercato immediatamente di riorganizzarsi, promuovendo un nuovo calendario che prevedeva l’inizio della stagione in Azerbaijan. Tale prova venne poi eliminata, ed il campionato prese il via a luglio con due prove consecutive in Austria. Il pubblico, ovviamente, non ha potuto partecipare alle corse, che sono state disputate a porte chiuse per gran parte del mondiale.

Il Gran Premio della Toscana al Mugello, corso il 13 settembre, fu il primo che permise ai fan di assistere alle gesta dei loro beniamini. Dopo alcune gare con capienza minima, da Imola in poi si chiuse nuovamente l’accesso alle tribune per l’esplosione della seconda ondata. Nel 2021, tralasciando le prime 4-5 prove, i tifosi sono tornati in pianta stabile, e dall’Austria è stato ammesso il 100% (tranne che a Monza, dove hanno assistito il 50% dei sostenitori sulla capienza massima).

La F1 ha messo in piedi un piano molto efficiente, anche se alcune categorie ci hanno sicuramente rimesso. Per quanto riguarda la stampa, il lavoro è stato totalmente differenziato rispetto al passato, con l’impossibilità di avere contatti diretti con piloti e team almeno per metà stagione. Anche l’accesso effettivo è stato diminuito per i giornalisti, dando la preferenza ai possessori del pass stagionale e non di quelli che usufruiscono dell’accredito per il singolo evento.

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F1, ecco i progetti per il futuro sotto pandemia

Qualche settimana fa è stata resa nota una nuova idea per la F1 targata 2022: tutti coloro che vorranno accedere al paddock, tra piloti, giornalisti, meccanici e membri di squadre ed organizzazione dovranno essere vaccinati. Non è stato reso ancora noto se saranno sufficienti le due dosi iniziali o se sarà necessario anche il richiamo, il famoso “booster” delle terze dosi.

Anche il Circus, dunque, cerca di tornare alla normalità tramite una vaccinazione obbligatoria, con la speranza che anche l’intero mondo della stampa e dei fotografi vengano riammessi a tempo pieno, come accaduto sino a test di Barcellona 2020. Nel campionato appena concluso, diverse tappe sono state cancellate a causa della pandemia, e l’obiettivo è che qualcosa del genere non si ripeta in futuro.

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I Gran Premi di Australia, Cina, Singapore, Giappone e Canada sono saltati per il secondo anno consecutivo, ma nel calendario 2022 sono stati ovviamente inseriti. L’evoluzione del Covid è imprevedibile, dunque, non ci è dato sapere come si svolgerà la nuova stagione con esattezza. Chi ci ha rimesso più di tutti è il Vietnam, che doveva debuttare nel 2020 ma che a causa di problemi economici non verrà mai disputato. L’area dove era previsto l’evento verrà addirittura riconvertita per altre manifestazioni.